Edizione 2017 Le metamorfosi del territorio

Edizione 2017

Le metamorfosi del territorio

Quest’anno Ragusa Foto Festival volge lo sguardo oltre il Mediterraneo per dedicarsi alle metamorfosi del territorio a livello globale, provocate da comportamenti che mettono quotidianamente in pericolo il pianeta e l’umanità. Alla gravità di certi fenomeni non sempre corrisponde un’adeguata sensibilità dell’opinione pubblica. E' solo negli ultimi anni che sta maturando una sensibilità più acuta rispetto alla necessità di una vera alleanza tra l’uomo e l’ambiente. In questo scenario la fotografia assume un ruolo centrale per analizzare, documentare e, infine, denunciare i disastrosi effetti dei cambiamenti climatici e degli stili di vita contemporanei nel mondo, non solo nella dimensione del consumo delle risorse ma anche dei diritti umani, del sapere e del poter fare. I progetti esposti in occasione della sesta edizione, mostrano quello che si sta già verificando ponendo l’accento sull’urgenza di intervenire prima possibile.

Così, mentre il presidente Trump ha cancellato l’adesione americana agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, svuotandoli nella loro applicazione, Ragusa Foto Festival ha l’onore di ospitare “Climate Change Evolution”, la collettiva di grandi autori contemporanei, curata da Hossein Farmani, fotografo e fondatore del Lucie Awards Foundation, e realizzata per l’apertura nel 2015 della XXI Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP21).

L’altra collettiva,"Territori di formazione", curata dalla fotografa e docente Paola Binante, che comprende i lavori di giovani autori italiani, approfondisce l’uso della fotografia come strumento di ricerca sul territorio partendo dal presupposto che la comunicazione visiva sia un mezzo per analizzare, una scrittura capace di diverse interpretazioni.

Una di queste è la constatazione del fatto che quasi sempre accanto ai paesaggi di degrado ambientale, si trovino territori in stato di abbandono caratterizzati da povertà, mancanza di lavoro ed emarginazione. Nei quartieri periferici di città importanti, per esempio, dove le abitazioni fatiscenti sono popolate da persone in situazioni di profondo disagio sociale per la diffusione di comportamenti illegali e dell’elevata disoccupazione. E’ quello che rivela Peter Bauza con il suo racconto sulla dura quotidianità di oltre 300 famiglie che occupano un complesso condominiale costruito oltre 30 anni fa, mai terminato, e ironicamente chiamato anche “Copacabana Palace”. Sono il volto scomodo delle Olimpiadi di Rio 2016, focolaio di malattie come tubercolosi, meningite e malattie della pelle provocate da condizioni igieniche precarie.

Sulle specie animali e vegetali, l’effetto clima è un amplificatore della «Sesta estinzione di massa» provocata dall’uomo nei confronti della ricchezza della vita sul pianeta. Un caso anomalo, non legato a fattori geologici naturali, ma di cui è sempre responsabile un’unica specie, prevalente e prepotente. Quella umana. In questo mondo disincantato, con “Un_Natural Bestiary”, Andrea Alessio intraprende il suo viaggio alla ricerca di ciò che resta di animale. Per denunciare come sia morta la nostra natura animale, chiusa su sé stessa tra i propri artifici, quasi come un orso indotto tra le rocce finte in uno zoo o di un museo, dove capita di non distinguere un animale vivo, ferito nel suo istinto, da un animale imbalsamato, rigido e goffo allo stesso tempo.

Insomma affrontare le questioni ambientali nella loro diversità non è un compito facile. Guia Besana con il progetto “Poison”, cerca di rappresentare visivamente la sua preoccupazione per i disastri causati da certi comportamenti umani sbagliati. Sono immagini di donne che si trovano, in maniera sentimentale, all'interno di scene di distruzione e corruzione compiuta o che definiscono candidamente l'inevitabile conseguenza.