Copacabana Palace

 

Peter Bauza

 

Ne hanno parlato media nazionali e internazionali. Una mostra prestigiosa che sta girando l'Europa. Dal Festival di Perpignan, Visa pour l'Image, uno dei festival di fotogiornalismo più prestigiosi a livello mondiale, che si svolge nella città francese di Perpignan, a Parigi, Milano e adesso a Ragusa. 

In un percorso narrativo pieno di colori, Bauza rappresenta la storia di oltre 300 famiglie che condividono la loro quotidianità in un complesso condominiale costruito oltre 30 anni fa, mai terminato, ironicamente chiamato anche 'Copacabana Palace'. La vita qui è dura. Al buio, senza acqua, elettricità e sistema fognario, gli "squatters" sono il volto scomodo delle Olimpiadi di Rio 2016, focolaio di malattie provocate da condizioni igieniche precarie. ll popolo di “Copacabana Palace” sono i “sem Tetos, terras sem” generalmente nascosti. Rappresentano il lato oscuro della Brasile che fa spese folli per eventi sportivi globali come i Giochi Panamericani del 2007, la Coppa del Mondo FIFA 2014 e le Olimpiadi del 2016.

Chi abita nel 'resort' di 'Copacabana' è tecnicamente un sopravvissuto che si arrabatta con un reddito mensile tra gli 80 e i 250 dollari; o tira avanti grazie al "Family Basket", un sussidio governativo che va dai 15 ai 100 dollari. Questa è la vita di milioni di brasiliani ma nessuno parla di loro. Una storia lontana dalle grandi narrazioni dei media: piccole vite fatte non solo di sofferenze, debolezze e fallimenti ma anche del loro superamento grazie a forza e tenacia. Perché "il paradiso è qui, l'inferno è qui, la follia è qui, la passione è qui" (Francis Hime musicista brasiliano). L'Onu ha riferito che più di un miliardo di persone dei residenti di tutto il mondo vivono in alloggi inadeguati, per lo più nei bassifondi e insediamenti abusivi dei paesi in via di sviluppo.

 

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