THE DARK SIDE OF THE (HONEY) MOON

Francesco Zizola

 

Le Maldive, angolo di “paradiso” dell’Oceano Indiano, conosciute come luogo ideale di villeggiatura e romantica, occasione per celebrare la luna di miele, hanno un lato nascosto. Sono un regime islamico oppressivo guidato da un presidente non eletto, dove la vendita di alcolici è proibita, dove sempre più donne sono costrette a indossare il velo e dove la libertà di stampa, così come i diritti umani, sono una chimera. 
Gli atolli in cui sorgono i resort, posseduti solitamente dai politici locali che impiegano per lavorare immigrati bengalesi e indiani, sono di fatto disabitati. Gli abitanti sono stati costretti a spostarsi o deportati in nome della religione e delle entrate garantite dal turismo.
L’atollo di Malé che ospita la capitale, è invece una delle città più densamente abitate al mondo. I suoi abitanti aumentano di anno in anno e la città viene sempre più sviluppata in altezza non avendo altro territorio da sfruttare. L’unica spiaggia della capitale dove le famiglie maldiviane al crepuscolo si avviano a cercare rinfresco tra le barriere di cemento, è artificiale. 
Il racconto dell’altra faccia della luna (di miele) non si ferma qui. Alle Maldive, che si elevano mediamente un metro sopra il livello del mare, gli effetti dell’innalzamento del livello del mare sono già visibili in molti atolli, alcuni dei quali già abbandonati dagli abitanti locali. E nel giro di pochi decenni le Maldive rischiano di scomparire sotto i flutti delle acque cristalline che le hanno rese famose in tutto il mondo.

 

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